DESTRA
E SINISTRA: DUE DIREZIONI, MA LO STESSO INSODDISFACENTE
RISULTATO. I PROPOSITI DI ‘RETE GLOBALE’
Le
idee politiche, soprattutto in Italia, sono oggi sempre più
condensate in due spazi dicotomici, ormai vuoti di
significato: destra e sinistra.
I programmi di entrambi gli schieramenti mancano di
proposte adeguate alle spinte della storia. Il più grande
sforzo politico consiste nel rivelare gli errori dei
partiti avversari. Un compito, questo, reso agevole
dall’ormai consueto alternarsi di governi fallimentari.
I danni degli altri, i conti che non tornano,
le lacune ereditate dai passati governi, diventano
foglie di fico sia per i conservatori che per i
progressisti.
L’arena
politica assume, così, le sembianze di un circo, dove
illusione e retorica tengono in bilico politici
‘funamboli’ sospesi tra menzogne e promesse
irrealizzabili. Destra e sinistra sono oggi spazi con
contenuti diversi ma con risvolti simili che si
contrappongono alimentando nel popolo disinteresse e
sfiducia verso il mondo politico. La linea di chi vince è
ingabbiata in uno schema statico che si basa su principi
ormai consolidati: l’attribuzione delle responsabilità
dei ritardi del Paese al governo precedente e la
presentazione, tra molte ombre, di dati statistici
parziali che prospettano presunti miglioramenti. La
strategia dell’opposizione si basa, seguendo una
prospettiva quasi speculare, sulla confutazione del quadro
sventolato dai partiti al governo attraverso altri dati
parziali. In entrambi i casi, i programmi peculiari di
ogni schieramento sono in secondo piano.
Il
cuore della politica moderna è la ‘guerra mediatica’
contro i partiti avversari. Spesso, l’arena per il
confronto politico non è più il Parlamento ma uno studio
televisivo. Per un politico
la costruzione di un’immagine vincente diventa
prioritaria rispetto alla realizzazione degli obiettivi
preannunciati. I danni della menzogna sono offuscati dalla
retorica e dalla propaganda. In questo circolo vizioso si
sviluppano così politici, dinosauri della politica, che
frenano il rinnovamento e continuano a guidare i timoni
dei loro partiti nonostante reiterati insuccessi. La
mancanza di veri ideali viene colmata con l’osservanza
di orientamenti rigidi. Destra e sinistra, conservatori e
progressisti, sono oggi prigionieri di gabbie invisibili.
Ogni partito si muove tra confini invalicabili che
limitano l’azione politica. La dicotomia destra/sinistra
deve invece rompersi in un nuovo meccanismo propositivo
che promuova la convergenza tra governo e opposizione
attraverso programmi pragmatici e non strutturati sulla
carta.
Le
linee politiche devono seguire le pieghe della storia e
non precederle in base a ricette preconfezionate. Questo
obiettivo può essere raggiunto da un partito in grado di
rompere confini concettuali e restrizioni ideologiche con
un nuovo ingrediente: il pragmatismo. Essere pragmatici in
un mondo che cambia velocemente vuol dire adattare la
politica alla forza con cui soffia il vento della storia.
E tra questi mari, con questo impeto, deve aspirare ad
agitare le proprie vele ‘Rete globale’, una nuova
proposta lontana dalla destra e dalla sinistra, pronta ad
accogliere le sfide imposte dalla globalizzazione.
Amedeo
Lomonaco
