Una
nuova proposta politica innesta subito una domanda
spontanea, un interrogativo che rientra nella ristretta
gamma di quei quesiti che ci poniamo spontaneamente, sin
da bambini, su alcuni temi quali il significato della vita
e l’esistenza di Dio. La domanda è questa: Sono di
destra o di sinistra? Un conservatore o un progressista?
La risposta è spesso dettata da influenze familiari e
sociali ma anche da una forza istintiva che ci porta ad
abbracciare una corrente o l’altra. Difficilmente si
trovano altre direzioni perché la creazione di due
schieramenti contrapposti, senza altre forze di
interposizione, è la condizione più attraente: Noi e
loro, amici e nemici, bene e male. Ma destra e sinistra,
due fiumi di idee stimolate da obiettivi simili ma
alimentate da modalità diverse, compongono due paradigmi
di pensiero che si rivolgono allo stesso contesto spazio
– temporale: i cittadini di uno Stato e il loro tempo.
In questi ambiti l’attrazione politica è subordinata
alla capacità di interpretare, tra le pieghe della storia
che continua a scorrere, il progresso e il cambiamento. Ma
la rigidità dell’identità politica rischia di togliere
libertà di azione e di pensiero. Un partito sempre e
comunque legato ad una ristretta direttrice, rischia
infatti di vivere il proprio tempo come un elefante che
vede il mondo oltre gli ingressi di un circo e tra le
sbarre della propria gabbia.
Anche
il mondo degli animali è dominato da sistemi di destra e
di sinistra. Le
api, ad esempio, svolgono compiti finalizzati alla
salvaguardia del loro microcosmo: l’alveare. E' questo
uno spazio che offre condizioni di vita simili ad ogni
insetto: le celle, le “abitazioni” in cui vivono le
api, presentano infatti dimensioni e strutture standard. I
meccanismi della competizione e del successo individuale
sono sostituiti da condizioni tese alla sopravvivenza
dello sciame, del popolo. Anche l’esistenza del loro
leader, l’ape regina, è strettamente legata a quella
delle api appartenenti a classi più basse: il potere
regale e il lavoro operaio sono rispettivamente
rappresentati dalle uova e dal cibo, dalle responsabilità
di procreare una futura generazione e dal compito di
assicurare il nutrimento necessario.
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Un
modello che si può sinteticamente definire con il
motto: “L’unione fa la forza”, ovvero la
collettività prevale sul singolo e l’individuo
non ha più valore se tolto da uno scacchiere nel
quale tutti i pezzi sono interdipendenti. Uno
scenario che rievoca i tempi dell’Unione
Sovietica segnati dall’omogeneizzazione e dalla
mancanza di libera iniziativa individuale. Un
modello, quello offerto dalle api, connotato
dunque da apparati e funzioni che richiamano il
mondo dell’estrema sinistra. |

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Avendo
come riferimento lo stesso obiettivo - la sopravvivenza -
possono cambiare le interazioni nel gruppo e il rapporto
con il territorio. In un contesto come quello della
Savana, ad esempio, la contrapposizione tra preda e
predatori premia la caccia o la fuga: il branco diventa lo
sfondo dal quale emerge l’azione di un singolo animale.
Ma la cattura e l’uccisione di una preda significano
nutrimento non solo per gli animali della stessa specie ma
anche per altri esemplari che sfruttano, come avvoltoi, i
vantaggi ottenuti da un solo individuo. Dalla salvezza di
una preda, invece, dipende spesso la sopravvivenza di un nucleo familiare. E rimane inalterata la probabilità di
continuare a vivere per ogni componente del gruppo al
quale appartiene l’animale attaccato. Allargare il
proprio spazio vitale e catturare una preda sono priorità
per i predatori più importanti: i leoni. Attraverso la
competizione ed una miscela di capacità nella corsa e
nella caccia, ogni leone raggiunge una certa posizione
all’interno del proprio gruppo. Il branco diventa così
una gerarchica organizzazione finalizzata alla stabilità
del gruppo attraverso il conseguimento di obiettivi
individuali.
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Un
modello, quello offerto dai leoni, che ricorda le
aspirazioni della Germania nazista plasmate sul
progetto ariano. Un sistema di estrema destra
ulteriormente rappresentato oggi dalla ricerca del
successo di aziende nazionali nel mercato globale
a scapito di economie più deboli. Da questo
esempio si può dedurre l’indicazione secondo la
quale “il successo individuale stimola processi
di competizione proponendo un modello vincente”. |
Quelle
delle api e dei leoni sono metafore di due modelli
totalitari di sinistra e di destra che siamo abituati a
vedere separati. Ma proviamo ad abbattere questo muro
ideologico e a miscelare destra e sinistra togliendo ogni
connotato estremistico. Un mondo di destra e di sinistra
dove leoni ed api diano vita ad un nuovo sistema
caratterizzato dalla forza più stravolgente: la
solidarietà. Ma la sfida sembra ardua: questo collante
solidale è da ricercare, infatti, nell’animale più
cattivo della Terra: l’uomo. Combinare in ogni popolo
un’equa distribuzione attraverso un programma
pragmatico, è la sfida da centrare per fondare un mondo
migliore. Alla luce di quanto scritto, alla domanda “sei
di destra o di sinistra?”, posso ora rispondere che sono
sia di destra, sia di sinistra: un ambidestro, un mancino
capace di usare la destra e viceversa. Un sognatore che
avverte l’esigenza della nascita di nuova forza politica
costruita su un mix di esperienze e tradizioni
contrastanti.
Sono
un conservatore perchè credo nella forza della
tradizione. Sono un progressista perchè confido nel moto
risolutore della storia. Ma ripudio gli estremismi: i
sistemi di estrema destra e di estrema sinistra tendono a
privare l'uomo della libertà e portano, prima o
poi, all'instaurazione di una dittatura.
Ma
è possibile pensare ad un partito che attinga
contemporaneamente dai patrimoni della destra e della
sinistra? E’ necessario se si vuole un mondo il cui
motto sia “L’unione delle vittorie individuali deve
essere messa al servizio di tutti gli uomini attraverso un
progetto solidale”. L’obiettivo è esaltare e trovare
l’oro scintillante presente in ogni uomo per migliorare
ciascun popolo e garantire prosperità e sviluppo al
villaggio globale. Una finalità che può essere colta da
un partito flessibile che sappia adattarsi alle mutevoli
esigenze di un mondo attraversato da molte variabili a da
una costante: l’accresciuta interdipendenza tra gli
Stati dettata dai molteplici processi di globalizzazione
in atto. Il mio schieramento politico ideale è dunque un
percorso di destra e di sinistra lungo gli argini del
nostro tempo. Un partito che deve rispondere alle esigenze
del villaggio globale.
Amedeo
Lomonaco
