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UNA NUOVA PROPOSTA POLITICA: RETE GLOBALE

Il villaggio globale soffre di sbilanciamento: pende pesantemente verso occidente e i Paesi del sud del mondo non riescono ad uscire da un sempre più acuto vortice di miseria. Manovre e misure volte ad un migliore equilibrio dell'assetto globale non sono dunque solo auspicabili ma necessarie anche per i Paesi più ricchi: l'oppressione produce, alla lunga, un potere instabile e continuamente minacciato da resistenze altamente devastanti.

Dalla necessità di rispondere a questo intricato scenario mondiale nasce l'idea di una nuova proposta politica: "Rete globale". Una proposta che attinge dai patrimoni della destra e della sinistra ponendosi come obiettivo un'adeguata combinazione di questi serbatoi politici attraverso il principio della flessibilità. La rigidità dell'azione politica e la schematica separazione tra destra e sinistra producono, infatti, modelli statici che fanno fatica a seguire la complessità dei nostri tempi. "Rete globale" nasce invece con la peculiarità di essere svincolata da un modello statico per leggere tra le pieghe della modernità le situazioni contingenti.

 La visione filosofica di "Rete globale" è quella di adattare la propria azione ad ogni specifica realtà adottando, di volta in volta, le variabili più opportune. Oltre ai principi della flessibilità e dell'adattamento, un altro elemento prioritario è quello della moderazione. "Rete globale" aspira ad una posizione equilibrata lontana da pericolosi estremismi. La destra e la sinistra totalitaria hanno insegnato che la rigidità ed il potere concentrato portano a sciagure e devastazioni senza limiti. E' necessario evitare gli estremismi e agire seguendo strade moderate.

In questo sforzo politico teso all'equilibrio, l'immagine della Croce ci aiuta a comprendere le nefaste conseguenze dell'estremismo. Sul Golgota, Gesù non occupa con il proprio corpo l'intera superficie della Croce: i punti estremi sono liberi e preceduti dai chiodi. Questi spazi vuoti possono essere visti come i punti di massima vergogna per l'uomo. Sono infatti più laceranti per le nostre coscienze delle ferite di Gesù perchè costituiscono i confini della passione. Se la Croce fosse terminata con i chiodi, il corpo di Gesù si sarebbe liberato da questa atroce condanna perchè il legno si sarebbe sbriciolato. Ma gli estremi della Croce, che attribuiscono la cornice storica alla colpa, assicurano ai chiodi  consistenza e sostegno. Nella drammatica storia dell'estremismo di destra e sinistra del Novecento, i punti terminali della Croce possono essere rappresentati con i volti degli aguzzini dei campi di concentramento nazisti e dei gulag sovietici che hanno tragicamente infierito su vittime innocenti. Hanno seminato morte e odio dopo aver inchiodato le loro esistenze alla volontà di un carnefice diabolico riconoscibile in Germania con il nome di Hitler e in Russia con quello di Stalin. Nell'estremismo politico si riscontra sempre una perseveranza diabolica in presenza di drammatici errori e orrori: lo Stato totalitario non può rallentare il proprio controllo sul popolo, deve proseguire anche su strade disumane che privano ogni persona della libertà e della dignità. La destra e la sinistra moderate sono invece chiamate a miscelarsi nel nuovo progetto di "Unione globale" componendo un flusso equilibrato e flessibile di idee e azioni. 

Ma questa alternanza di approcci, che siamo stati abituati a vedere in contrapposizione, non forma un sistema disordinato e incongruente: ogni proposito, intervento e controllo deve essere subordinato, infatti, al rispetto di alcuni inviolabili principi fondamentali. I punti saldi del progetto "Rete globale", che ogni azione politica scaturita da tale proposta dovrà contemplare prima dell'implementazione di qualsiasi programma, sono:

  1. il rispetto della dignità e della persona umana;

  2. la salvaguardia dell'ambiente e la tutela dei diritti degli animali;

  3. diminuzione delle disuguaglianze sociali attraverso l'istituzione di tetti di guadagno;

  4. la promozione di uno sviluppo equo e sostenibile nel mondo;

  5. libertà religiosa, politica e di pensiero;

  6. favorire e garantire il dialogo tra popoli, religioni ed etnie del mondo;

  7. scioglimento di tutte le componenti militari e rafforzamento delle forze pubbliche;

  8. realizzazione di azioni contro la proliferazione delle armi nucleari nel mondo;

  9. assistenza produttiva alle fasce più deboli investendo in formazione e sviluppo;

  10. accoglienza temporanea degli immigrati per prepararli ad un ritorno nei loro Paesi;

  11. ogni cittadino è libero e non può essere detenuto. Istituzione di misure alternative;

  12. abolire il sistema carcerario e la pena di morte nel mondo;

  13. pluralità dell'informazione  e promozione di una comunicazione pubblica pedagogica;

  14. condanna incondizionata della guerra. Il conflitto bellico non è mai ammissibile;

  15. diffondere la conoscenza di una lingua comune in tutti i Paesi del mondo;

  16. creazione di sistemi rappresentativi mondiali come il Parlamento e il Governo.  

 

Questi 16 punti sono i nodi centrali della mappa politica di 'Rete globale' da cui partire per formare un tessuto omogeneo e flessibile. Dall'elenco si evince chiaramente il doppio piano e il duplice binario su cui si muove 'Rete globale': il villaggio e il mondo, il singolo Stato e l'intero pianeta. L'obiettivo è quello di cucire un vestito adatto alle esigenze di un villaggio per poterlo poi donare a tutti i popoli della Terra. Partire dal villaggio, dunque, per arrivare al mondo attraverso un contagio politico virtuoso. 

L'obiettivo finale di "Rete globale" è la creazione di sistemi rappresentativi che agiscano in nome di tutti i Paesi e i popoli della Terra. E' necessario istituire un Parlamento e un Governo che rappresentino l'intero pianeta per affrontare l'attuale dramma della disuguaglianza. Il mondo di oggi, infatti, non può sostenere questi ritmi altalenanti e diversificati: la disuguaglianza e l'ingiustizia possono scatenare conflitti irreversibili, guerre globali dalle quali l'umanità superstite erediterebbe gravissime conseguenze. E' necessario agire in fretta e sostenere uno sviluppo sostenibile, rispettoso dell'ambiente e dei popoli. Uno sviluppo fondato sull'equa distribuzione delle risorse. Non è un'utopia ma l'unica strada percorribile se lo scopo è quello di salvare e migliorare il mondo. 

Amedeo Lomonaco

 

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